09 Febbraio 2023
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Fascinosi nudibranchi

17-11-2022 17:34 - News
I subacquei sono da sempre affasci­nati dai nudibranchi: i loro colori e le loro forme li rendono affascinanti e i fotografi impazziscono per foto­grafarli in tutte le salse.
Le loro livree sgargianti hanno reso questi animali molto popolari nel mondo della fotografia subacquea, tanto non temere il confronto con molti altri soggetti.
Ciò nonostante, ancora oggi, questi molluschi sono poco studiati e molti aspetti del loro compor­tamento rimangono un bel mistero. Sono stati pubblicati alcuni libri, utili per l’i­dentificazione delle diverse specie, ma l’elevata biodiversità di questa famiglia consente ancora l’individuazione di nuo­ve specie.
Se provassimo ad entrare nel mondo di queste tanto piccole quanto straordinarie forme viventi non resteremmo certamen­te indifferenti al loro fascino e saremmo spinti dalla curiosità di cercare di saper­ne sempre di più su questi “esserini” che, se va bene, possiamo appena a classifi­care con l’ausilio di un buon libro.
Diventare osservatori scrupolosi del mi­crocosmo, saper individuare le piccole forme viventi che, nonostante i colori accesi, sono tuttavia ben mimetizzate, è la prima regola per spingerci in que­sta avventura. Fondamentale la capa­cità di isolarsi dal resto che ti circonda, al fine di reperire anche le creature più piccole e sfuggenti a una osservazione superficiale.
Quando sott’acqua riesci ad individua­re un piccolo mollusco di questo tipo, per osservarlo e conoscerlo veramen­te, devi dimenticare tutto ciò che ti sta intorno, cancellare persino l’acqua che ti avvolge, se necessario, è tuffarti in quel piccolo mondo con tutto te stesso, immaginando di diventare per qualche istante piccolo piccolo; solo così ti è permesso di guardare un nudibranco negli occhi, cogliere il suo lato migliore, attendere che la sua posa diventi pla­stica per scattare una foto valida non solo biologicamente; scrutare e carpire i segreti di un mondo diverso, dove ogni movimento ha un significato, dove ogni cosa apparentemente banale è invece profondamente giustificata dall’impec­cabilità della natura, soddisferà non poco la nostra sete di conoscenza.
Quando osserviamo i nudibranchi, non limitiamoci all’identificazione del­la specie, ma cerchiamo, nei limiti del possibile, di scovare quel qualcosa in più che solo il subacqueo attento potrà percepire dal vivo, con la dovuta con­sapevolezza.
Ma chi sono realmente questi affasci­nanti animali che tanto ci intrigano? I nudibranchi sono molluschi gasteropodi strettamente imparentati con i proso­branchi, cioè i comuni gasteropodi con conchiglia; fanno parte degli opistobran­chi, un gruppo di animali caratterizzati dall’avere le branchie nella parte poste­riore del corpo ed una conchiglia molto ridotta o addirittura assente.
All’interno della sottoclasse degli opistobranchi, i nudibranchi in realtà sono solo uno dei sei ordini.
A sua volta l’ordine dei nudi­branchi comprende poi quattro subordi­ni: Doridina, Dendronotina, Arminina ed Aeolidina.
I nudibranchi sono provvisti di occhi primitivi, in grado di distinguere sola­mente i mutamenti di luminosità.
I recet­tori olfattivi sono ospitati nei rinofori, le “corna” dei nudibranchi.
Questi si sono evoluti in una tale varietà di forme che le differenze morfologiche ci aiutano oggi nella classificazione e identificazione delle diverse specie.
I rinofori ospitano anche particolari ciglia, utili a percepi­re vibrazioni e cambiamenti di pressio­ne dell’acqua.
Tutti i nudibranchi sono inoltre dotati di tentacoli sul capo o sulla bocca, che si ritiene servano a percepire l’ambiente che li circonda. Ma la carat­teristica che ha dato il nome a questo gruppo di particolari molluschi sono le branchie: ben esposte (nude) e situate sul dorso, rappresentano il biglietto da visita delle lumache del mare.
Alcune specie non hanno branchie distinte ed hanno sviluppato i cosiddetti cerata, ti­piche appendici allungate che ricoprono il dorso e che servono ad aumentare la superficie del tessuto deputata ad as­sorbire l’ossigeno dall’acqua.
Branchie e cerata rendono i nudibranchi molto graziosi: arlecchini del mare o farfalle del mare, come qualcuno ama definirli, sono tra i soggetti prediletti dei fotosub appassionati di macrofotografia. Riguar­do i movimenti e la locomozione, è noto che questi piccoli molluschi sono dotati di alcuni muscoli preposti, che gli con­entono di procedere strisciando un po’ come fanno le comuni lumache, aiutan­dosi con la secrezione di muchi partico­larmente adesivi.
In alcuni casi si assiste a movimenti fluttuanti, utilizzati da specie pelagiche o che comunque si staccano dal fondo per brevi periodi. In pratica però, il comportamento di questi animali è ancora largamente da comprendere, e come al solito le osservazioni dei subacquei possono servire a far luce su di un mondo microscopico celato sott’acqua.
I nudibranchi possono essere vege­tariani o carnivori (in alcuni casi anche cannibali!). Generalmente si nutrono di tessuti animali di poriferi, idroidi, briozoi, tunicati, coralli, gorgonie, meduse, pen­natule, anemoni e cerianti.
Sui fondali dello stretto vivono spugne densamente popolate da nudibranchi piccoli e colo­rati che “pascolano” continuamente sulla superficie dei poriferi, come anche fon­dali di varia natura dove la presenza di idroidi consente la vita a intere famiglie di diverse specie, che sugli idroidi vivono per nutrirsene e per deporre le loro uova.
Tutti i nudibranchi sono ermafroditi, possiedono cioè contemporaneamente organi riproduttivi maschili e femminili. Tuttavia non possono auto fecondarsi e per potersi riprodurre devono obbligato­riamente, nel corso della loro breve vita, trovare un partner. Solo poche specie si corteggiano prima di accoppiarsi: la maggior parte si limita infatti a porsi in posizione adeguata affinché l’atto ses­suale, di durata variabile, vada a buon fine.
Molto belle sono le caratteristiche ovodeposizioni dei nudibranchi, i cui embrioni (molti milioni) sono contenuti in strutture nastriformi che, assicurate a vari tipi di substrati, danno vita a “trine e merletti” che molti subacquei ben co­noscono.
Caratteristica comune a moltissime spe­cie è la capacità di immagazzinare e se­cernere acidi od altre sostanze chimiche sgradevoli.
Notoriamente le specie tossi­che mettono in mostra colorazioni sgar­gianti, che vanno ad avvertire i probabili predatori della presenza di ittiotossine, sostanze che possono produrre danni non indifferenti all’ incauto predatore.
Per la difesa, quindi, i nudibranchi sono ben organizzati e usano diverse strategie anche se, in poche parole, colore e veleno rimangono le più efficaci. Contro gli ostinati fotografi subacquei i nudibranchi purtroppo non possono però far nulla e devono solo sperare di passare inosservati.
Una volta avvistato, il nudibranco sarà infatti vitti­ma di numerosi lampi (quelli del flash) e dovrà, volente o nolente, sottoporsi a una serie di scatti (quelli della fotocame­ra) che congeleranno per sempre le sue pose armoniose e il suo fascino elegan­te e inimitabile.

Fonte: ScubaZone - Francesco Turano

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