09 Febbraio 2023
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Immersioni in acque fredde o niente immersioni? Riflettiamoci su.

17-11-2022 17:22 - News
Molti sorrideranno o si scandalizzeranno al pensiero, ma per mi­gliaia di subacquei, immergersi equivale ad immergersi in acque calde, dai 25° C in su, per intenderci.
Per questa fetta di subacquei, immersione significa un’attività prevalente­mente estiva, associata al caldo, alle spiagge sabbiose e ai pesci tropicali.
Chi può, d’inverno, “fug­ge” verso mete calde o semplicemente appende l’attrezzatura al chiodo e va in letargo, in attesa di tempi -non solo metereologici- migliori.
Le chiacchiere con subacquei di tan­te nazionalità diverse forniscono una serie di elementi molto interessanti al dibattito infinito su questo aspetto cru­ciale per chi ama il mondo sommerso: quando si può seriamente parlare di “acqua fredda”, e -per estensione-come definire l’essere “freddolosi”? Come ripararsi dal freddo?
Per chi pratica immersioni al lago, la questione non si pone proprio: non esi­ste l’acqua fredda, ma esistono mute stagne più o meno vecchie, più o meno performanti.
O al limite condizioni esterne (per la vestizione e svestizione) più o meno affrontabili.
I sub tecnici, anche quelli che si immer­gono in acque calde, spesso usano co­munque la muta stagna per affrontare tempi di fondo prolungati e per mante­nere una percezione della temperatura tollerabile.
Similmente, non è raro vedere guide subacquee in destinazioni come il Mar Rosso che da Dicembre a Maggio pre­feriscono immergersi con la muta sta­gna per affrontare immersioni ripetitive, anche se le temperature non scendono mai sotto i 22 C.
Con buona pace di chi, nello stesso periodo, sceglie quelle stes­se mete per le vacanze e appare felice e soddisfatto nella propria 5 mm, 3 mm o addirittura indossando mutini corti.
Gli stratagemmi utilizzati dai sub per tol­lerare il freddo sono i più svariati.
Quelli più tecnici e legati alla sicurezza, come la prevenzione dell’ipotermia, includono l’utilizzo di guanti, cappucci e erogatori tarati per l’utilizzo in acque fredde.
Ma ci sono numerosi escamotage per combat­tere il freddo che i subacquei di tutto il mondo utilizzano e si raccontano durante gli intervalli di superficie e nelle conver­sazioni online.
Se il problema più pressante da risol­vere è la temperatura esterna e quindi il comfort tra immersioni consecutive, i sub che si immergono regolarmente consigliano di avere con sé due mute: terminato il primo tuffo, si potrà infatti far asciugare la muta utilizzata per la prima, quindi indossarne una asciutta per la seconda immersione, fino a tornare alla prima scelta, ormai asciutta, per un’even­tuale terza.
Ovviamente, l’utilizzo di mute semistagne e stagne è la soluzione più efficiente in termini di mantenimento della temperatu­ra corporea, ma non sempre accessibile a tutti.
I motivi? In primo luogo la como­dità nella vestizione, la necessità di una zavorra più ingombrante, ma anche -per chi non possiede la propria attrezzatura-la difficoltà nel reperire mute stagne e se­mistagne disponibili per il noleggio.
Le case produttrici di attrezzature e abbi­gliamento subacqueo, anche le più nuo­ve, puntano sempre di più a soddisfare le esigenze dei subacquei che non sono solo freddolosi, ma hanno anche a cuore l’estetica.
Ecco quindi un fiorire di top termici, sottomute e leggings in lycra con pat­tern che richiamano il mondo sommer­so, spesso in materiale riciclato, che in acque calde sostituiscono le mute in neoprene, e in acque fredde invece di­ventano sottovesti utili non solo a tenere caldo, ma anche a indossare più age­volmente le mute più spesse, sia umide che semistagne.
Il Mediterraneo, anche d’estate raggiun­to il termoclino, così come le Azzorre o le Galapagos, per esempio, sono mete che impongono una tolleranza al freddo ben diversa del Mar Rosso in Agosto.
In quei casi, è spesso l’adrenalina per incontri indimenticabili o per ambienti molto diversi da quelli a cui si è abituati, oppure ancora la consapevolezza che le alternative di viaggio sono limitate, ad aver convinto anche i più freddolosi che vale la pena andare oltre lo spauracchio del freddo per vivere emozioni altrimenti precluse.
I sempre più diffusi discorsi sul cambia­mento climatico - spesso ironicamente accolto positivamente da chi patisce maggiormente il freddo - dovrebbero certamente farci riflettere non solo sui benefici apparenti delle immersioni in acque sempre più calde, ma anche sui danni che il sollevamento delle tempe­rature sta provocando agli ecosistemi sottomarini di tutto il mondo.
Le variazioni della temperatura sono vi­tali per il benessere della flora e della fauna sottomarina, così come di quella sopra l’acqua.
La Natura si adatta in maniera resilien­te agli sbalzi termici, ne trae energia vitale e ci insegna, per l’ennesima vol­ta, come fare lo stesso per perseguire l’obiettivo più importante per noi sub: apprezzare il mare in tutte le sue forme e... temperature.

Fonte: ScubaZone - Ornella Ditel

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